Storia del Prosecco: origini e curiosità da scoprire

Il Prosecco è più di un semplice vino: è storia, cultura e tradizione che trovano posto in quasi tutto il Veneto (esclusa la zona di Verona) e del Friuli-Venezia Giulia.

Da secoli, questo nettare effervescente racconta il legame indissolubile tra l’uomo e la terra, tra il saper fare e la capacità di reinventarsi, fino a diventare il simbolo della convivialità italiana nel mondo.

Scopriamo insieme le sue origini, le tappe fondamentali della sua evoluzione e il ruolo che oggi gioca nel panorama vitivinicolo internazionale.

La storia, dal VI secolo ai giorni nostri

La storia del Prosecco affonda le sue radici nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene, dove la viticoltura è praticata fin dall’antichità. Le prime testimonianze fanno riferimento al VI secolo, quando San Venanzio Fortunato descrive la zona come un luogo dove “germoglia la vite sotto l’alta montagna”.

Spostandoci con un salto temporale al 1574, le cronache riportano dell’episodio in cui, in occasione del passaggio di Enrico III, re di Polonia, la comunità di Conegliano fa sgorgare vino bianco dalla fontana del Nettuno per un giorno intero. La prima menzione scritta del termine “Prosecco” risale, però, al 1754, quando Aureliano Acanti lo cita nel suo poema “Il Roccolo, Ditirambo”.

Il primo collegamento tra il Prosecco e il territorio di Conegliano Valdobbiadene è del 1772 a opera di Francesco Maria Malvolti, per arrivare poi agli importanti sviluppi del XIX secolo che vedono la selezione del clone “Prosecco Balbi” nel 1868 e la fondazione della Scuola Enologica di Conegliano nel 1876, prima in Italia.

Intorno al 1930 vengono delineati chiaramente i confini dell’area di produzione del Prosecco, corrispondenti agli attuali limiti della DOCG Conegliano Valdobbiadene. Nell’aprile ‘69, il Prosecco prodotto nei 15 comuni tra Conegliano e Valdobbiadene ottiene il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC), elevato poi a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nell’agosto 2009.

E oggi? Beh, il Prosecco è sicuramente un simbolo dell’eccellenza enologica italiana, riconosciuto in tutto il mondo per il suo legame con il territorio e apprezzato per la sua qualità.​ Con milioni di bottiglie esportate ogni anno, ha saputo conquistare il mercato internazionale, dall’Europa agli Stati Uniti, fino all’Asia. Ciò che lo rende così speciale? Il suo profilo aromatico fresco e fruttato, la sua versatilità e la capacità di adattarsi a ogni occasione, dall’aperitivo informale ai brindisi più solenni.

 

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